Ad eccezione del Quijote, non esiste nessun personaggio letterario tanto importante e famoso come don Juan.

Verso il 1625, vent’anni dopo la nascita del mito cervantino, si diffuse la leggenda del don Juan, il giovane che si divertiva a ingannare tutte le donne, facendo credere loro di essere follemente innamorato.

 

Donnaiolo, seduttore, lussurioso, lascivo, bugiardo…chi non lo conosce?!?! Conquistava le donne, le disonorava incolpand altrio uomini delle sue magagne.

Protagonizzata da un eroe e villano, El Burlador de Sevilla é un classico che ancora oggi é rappresentato nei teatri di tutto il mondo. Di dubbia autoria, é stato attribuito a Tirso de Molina e se ne conserva ancora una pubblicazione. La leggenda del donnaiolo circolava in Europa giá nel medioevo e si concretizza grazie al drammaturgo. Ne El burlador de Sevilla y convidado de piedra (1627), Tirso de Molina racconta la storia di Don Juan, uomo falso e calcolatore, affetto da “donne-dipendenza”, che seduce la figlia di don Gonzalo, capo militare di Sevilla. I due si battono in duello. Dopo aver ucciso il comandante, il nostro protagonista invita cinicamente il cadavere a cena. Inaspettatamente il corpo inanime prende vita e spedisce all’inferno don Juan. 

Il nostro Burlatore, che cerca una donna semplicemente per egoismo e la soddisfazione propria, é un cavaliere che compie le sue perfidie con raffinata eleganza aristocratica.

 

“Sevilla a veces me llama

el Burlador, y el mayor

gusto que en mi puede haber

es burlar a una mujer

y dejarla sin honor”.

 

Non si sa se don Juan esistette de verdad o se é solo frutto dell’immaginario del passato. A questa originale prima versione seguirono migliaia, tra riedizioni e traduzioni, in tutta Europa.

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