Lo spagnolo o castigliano è una lingua appartenente al gruppo delle lingue romanze della famiglia delle lingue indoeuropee. Secondo alcune classificazioni, è la quarta lingua più parlata al mondo in termini assoluti mentre è la seconda come lingua madre, dopo il cinese.

L’importanza dello spagnolo è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Ciò grazie all’alto tasso di natalità di molti paesi in cui è parlato, allo sviluppo economico di vari stati latino-americani, alla crescita della comunità ispanofona negli Stati Uniti e, da ultimo, all’espansione del mercato musicale in tale lingua, noto come pop latino e l’hip hop.

Si usa il termine castigliano soprattutto per mettere in evidenza che è lingua originaria della Castiglia e non di altre regioni della Spagna di cui sono autoctone altre lingue politicamente riconosciute (Catalogna, Comunità Valenciana, Isole Baleari, Paesi Baschi, Navarra e Galizia), ma tale termine è diffuso anche in alcuni contesti estranei alla Spagna. La questione è comunque dibattuta, come affrontato di seguito.

Gli Spagnoli sono soliti chiamare la loro lingua Español quando questa viene citata insieme a lingue di altri Stati (per esempio in un elenco dove figurino anche il Francese o l’Inglese), ma secondo alcuni sarebbe corretto usare il termine Castellano (Castigliano), soprattutto in rapporto ad altre lingue politicamente riconosciute della Spagna. Inoltre il termine generico “Español” viene esteso anche alle zone dell’America Latina, pur senza avere connotazioni politiche e di sovranità. La Costituzione Spagnola riconosce una lingua ufficiale che è il “Castellano” e 3 lingue co-ufficiali: il Galiziano (Galego), il Basco (Euskera) ed il Catalano sia nella sua modalità orientale (Català), che valenciana (Valencià). Recentemente anche la Commissione Europea ha stabilito che i cittadini che si rivolgeranno al Parlamento Europeo mediante testi scritti in queste 3 lingue avranno il diritto di vedersi rispondere nella medesima lingua. I costi di traduzione sono a carico del Governo spagnolo.

Per quanto riguarda le varietà linguistiche, ogni paese ha un suo modo particolare di parlare lo spagnolo. Ad esempio, in Messico, il paese ispanofono più popoloso del mondo, possiamo trovare un grande elenco di parole specifiche e d’uso quotidiano che differiscono molto dalla lingua parlata in Spagna o di quella studiata nei corsi di lingua in Europa. In Centro America (Guatemala, Honduras, El Salvador, Nicaragua, Costa Rica e Panamá) la situazione è abbastanza uniforme e lo spagnolo è compreso benissimo da tutti, anche se in quei paesi esistono ancora varie lingue indios. Nei Caraibi, distinguiamo il Cubano, il Dominicano ed il Portoricano che differiscono sia per la pronuncia sia per il significato attribuito a determinate parole. Lo Spagnolo del Venezuela è vicino a quello dei Caraibi. In America del Sud si parla correntemente Castellano tranne in Brasile (portoghese), Guyana (inglese), Suriname (olandese) e Guyana Francese (francese) però con molte differenze tra una Nazione e l’altra e persino all’interno dei paesi più grandi.

Ad ogni modo, molte Costituzioni dei paesi ispanofoni americani, a differenza della Costituzione del Regno di Spagna, indicano nello spagnolo il nome della lingua ufficiale della Nazione.

Lo spagnolo si è evoluto dal latino “volgare” subendo l’influenza delle lingue preromane (basco, celtico, iberico, ecc.) parlate nella zona, dell’arabo, degli altri idiomi neolatini (occitano, francese, italiano, ecc.) e, più recentemente, dell’inglese. Caratteristiche tipiche della fonologia diacronica spagnola sono la lenizione (latino vita, spagnolo vida), la palatalizzazione (Latino annum, spagnolo año), la trasformazione in dittonghi delle vocali latine brevi e/o (Latino terra, spagnolo tierra; Latino novus, Spagnolo nuevo). Fenomeni simili si possono trovare anche nelle altre lingue romanze, benché lo spagnolo presenti un’influenza celtica più forte dell’Italiano, specie nella lenizione.

Con la Riconquista, il dialetto del centro della penisola iberica si è diffuso anche nelle regioni meridionali.

Il primo libro di grammatica spagnola (e anche la prima grammatica di una lingua moderna) Gramática de la Lengua Castellana è stato realizzato a Salamanca nel 1492 da Elio Antonio de Nebrija. Quando tale lavoro è stato presentato a Isabella I di Castiglia, la regina ha chiesto: ¿Para qué quiero una obra como ésta si ya conozco el idioma? (Per quale motivo dovrei volere un’opera come questa, se già conosco la lingua?). L’autore ha risposto: Señora, la lengua siempre fue compañera del Imperio (Signora, la lingua fu sempre compagna dell’Impero).

A partire dal XVI secolo, lo spagnolo è stato introdotto in America, Micronesia, Guam, Isole Marianne, Palau e Filippine (anche se in tutte queste isole è rimasto ben poco di tale colonizzazione, se non alcuni pidgin).

Nel XX secolo il Castigliano si è diffuso anche nelle colonie africane della Guinea Equatoriale e del Sahara occidentale (all’epoca noto come Río de Oro).

Nel 2000 lo spagnolo ha superato la lingua inglese come numero di parlanti nel mondo: 503 milioni di persone lo parlano come prima lingua, mentre sono 501 milioni quelli che usano l’inglese.

Variante canaria e latinoamericana

Nelle Canarie e nei Paesi latinoamericani si parla lo spagnolo, ma con inflessioni linguistiche particolari. Queste inflessioni non appartengono a tutti i Paesi latinoamericani, dove si trovano grandi differenze tra un Paese e l’altro (variazioni che del resto non mancano nemmeno tra le diverse isole dell’arcipelago canario). Non c’è niente vicino a uno “spagnolo americano”, giacché le varietà americane sono molto diverse e hanno subito trasformazioni importanti negli ultimi secoli. Comunque, ci sono alcune caratteristiche comuni riguardo allo spagnolo iberico (della Spagna Nord e Centrale):

Di fatto non esiste la seconda persona plurale: il vosotros è sostituito dall’ustedes, e i verbi si pongono alla terza persona plurale

Il pretérito perfecto (passato prossimo) è spesso sostituito dal pretérito indefinido (passato remoto) anche per le azioni avvenute in un passato recente o non ancora concluse.

A livello fonetico assume varie caratteristiche che si incontrano anche nel sud della Spagna (Andalusia):

Non esiste il suono interdentale (c seguita da e o i, e z), che diventa sempre il suono s aspro.

Ugualmente in quasi tutte le zone si presenta il fenomeno del yeismo, per il quale il suono della ll palatale si confonde con quello della y.

Mantengono arcaismi riguardo alla Spagna e accettano più neologismi che le varietà iberiche (più conservative).

Il vocabolario Ispano-Americano si differenzia da quello iberico per i seguenti aspetti:

“Marinerismos en tierra”

I termini che in Spagna erano circoscritti al campo marittimo, vennero ampliati e usati anche nella terra ferma ad esempio venne impiegata una parola come chicote che indicava inizialmente l’estremità di una corda e successivamente venne estesa e usata in alcuni Paesi americani con il significato di ‘frusta’ (invece in Spagna si preferisce usare azote o látigo).

Arcaicismi.

Alcune forme tradizionali non più usate nella penisola iberica sono ancora vive in America come, ad esempio, la parola lindo vigente nello spagnolo peninsulare del XVII secolo e successivamente sostituita da bonito o hermoso. Comunque, è importante ricordare che i parlanti latinoamericani, molto più numerosi degli Spagnoli, considerano arcaismi anche parole che sono ancora in uso in Spagna ma non nei territori americani, come sarebbe il proprio “vosotros” (voi).

Neologismi

In America sono vigenti dei neologismi ottenuti ad esempio dalla derivazione con preferenza per determinati affissi come ad esempio il suffisso -ada che forma delle parole come atropellada<atropello, sconosciuta in Spagna.

Cambi semantici

Fin dai tempi della colonizzazione in America Latina molte parole subirono un cambio semantico dovuto al fatto che molte voci vennero usate in America per riferirsi a cose, entità e fenomeni simili ma distinti a quelli spagnoli. La parola chula ad esempio ha un diverso significato nei due continenti: una mujer chula in Spagna può significare una donna simpatica oppure presuntuosa, mentre in alcune zone americane come Messico, Guatemala, ecc., l’aggettivo chula è sinonimo di una donna bella e attraente.

Prestiti linguistici

In America Latina vengono adoperati molti prestiti linguistici ovvero termini di un’altra lingua che non sono stati incorporati alla norma peninsulare. Nel lessico di alcuni paesi (Argentina e Uruguay in particolare), che hanno conosciuto nell’Ottocento e Novecento un forte movimento immigratorio sono stati incorporati vari termini di origine italiana e, in minor misura, tedesca, polacca, russa e francese. Il secolare contatto dello spagnolo con le lingue indigene locali, alcune delle quali (quechua, aymara, guaraní, ecc.) sono tuttora parlate da ampi strati della popolazione latinoamericana, ha determinato l’introduzione di vari termini e modismi nel castigliano d’America, particolarmente rilevanti nei paesi andini e nella zona del Gran Chaco.

Un esempio della diversità delle versioni della lingua in America lo costituiscono le varianti argentina e uruguaya in cui, pur essendo presenti caratteristiche proprie di ciascuno dei due Paesi, ritroviamo alcune forme comuni:

in entrambi gli Stati, valgono alcune delle caratteristiche di cui sopra per gli altri paesi latinoamericani anche se l’accento e l’intonazione sono peculiari dell’Argentina e dell’Uruguay e diversi da quelli di tutti gli altri Paesi.

si utilizza la forma vos al posto del tú, applicando generalmente le conseguenti forme verbali della seconda persona singolare, che nel presente indicativo e congiuntivo e nell’imperativo derivano da quelle della seconda persona plurale, con la scomparsa del dittongo e l’elisione della D: vos pensás (e non pensáis), que vos pensés/pienses (nel congiuntivo sono presenti entrambe le forme), pensá (e non pensad); nel castigliano di Spagna lo troviamo in Cervantes. A questa regola fanno eccezione le zone corrispondenti all’attuale provincia argentina di Santiago del Estero, in cui il vos è seguito dalla seconda persona singolare (vos piensas, vos pensaste, ecc.) e alcuni territori andini in cui non viene persa la dittongazione della seconda persona plurale (vos pensáis). Il “vos” non è usato soltanto in Argentina, Paraguay e Uruguay, ma anche (insieme al tuteo cioè al tu tradizionale) in alcune regioni andine (Cile e Bolivia in particolare) e in ampie zone dell’America centrale. In fatti, in Guatemala, alcuni anni fa, il “tu” era usato soltanto fra un uomo e una donna. Usare “tu” fra due uomini non era visto bene.

i suoni di ll e y si interconfondono e suonano come la j francese di je, janvier, o quella portoghese di janeiro, tranne che nelle zone della Provincia di Corrientes.

Spanglish

Lo Spanglish si può definire una modalità di espressione linguistica orale e scritta. Si ottiene quando, in una frase con una struttura lessicale spagnola, sostituiamo alcuni termini con quelli della lingua inglese o viceversa.

Nella forma scritta comprende anche la ispanizzazione di parole inglesi ad es. write = rait, night = nait, teenager = tineyer; comprende l’adozione nella lingua inglese di termini come taco, tapas, enchilada; l’adozione nella lingua spagnola di e-mail per correo electronico e link per enlace; il coniare neologismi attraverso una sommaria traduzione dall’inglese come typear o cliquear invece di pulsar, emailear invece di escribir correo electronico, reportear invece di informar, remover invece di sacar, educacion invece di pedagogia o computadora invece di ordenador.

Il fenomeno consiste quindi di due aspetti: quello dell’inglese, soprattutto negli Stati Uniti, contaminato dagli ispanismi portati dal flusso di latinoamericani provenienti dalla frontiera col Messico e quello dello spagnolo in Spagna ed America Latina contaminato da anglicismi entrati soprattutto attraverso l’uso delle nuove tecnologie informatiche o la fruizione dei mass-media o dovuto alle questioni di Gibilterra e del canale di Panamá.

Il fenomeno è in espansione, soprattutto negli Stati Uniti. Durante le prime ondate migratorie gli Ispanici, soprattutto portoricani e messicani, avevano alcune difficoltà nell’apprendimento della nuova lingua e sopperivano alle lacune completando le frasi con parole spagnole. Ciò era causato dal contrasto tra una educazione familiare avvenuta in un contesto ispanico ed il contatto con una nuova realtà che richiedeva l’adeguamento ad un nuovo linguaggio.

Oggi le cose sono cambiate. Le tv e radio passano le frontiere attraverso i satelliti e arrivano nelle case di tutti. I corsi di lingua sono alla portata di moltissimi utenti. La contaminazione linguistica è reciproca e continua. L’educazione dei figli di ispanici di prima e seconda generazione avviene in un contesto bilingue, eppure le statistiche dicono che questi nuovi alunni hanno difficoltà con l’Inglese più di quante ne avessero i loro genitori. Sono nati negli U.S.A. ma si sentono parte della cultura e della popolazione posta a sud del confine col Messico. Allora ecco come il linguaggio diviene rappresentante di questa duplice appartenenza.

Esistono diversi motivi per parlare Spanglish e diversi sono i gruppi sociali che lo utilizzano. Alcuni, in verità pochi, lo fanno ancora oggi per sopperire alle lacune di conoscenza di termini corrispettivi inglesi; altri sono anglofoni che vogliono semplicemente farsi capire meglio dalla comunità latina; altri lo parlano per rivendicare il loro orgoglio di essere ispanici e con la voglia di resistere all’omologazione in una cultura che non li rappresenta e nella quale non si riconoscono; altri ancora hanno voglia di distinguersi.

In particolare, a Puerto Rico esiste una mentalità molto legata al concetto di Nazione portoricana portata avanti soprattutto dagli indipendentisti. L’idioma nazionale è ufficialmente l’Inglese ma in famiglia e per le strade quasi tutti parlano Portoricano (diverso dal Castigliano). Poiché nelle scuole e negli uffici pubblici è obbligatorio l’uso dell’Inglese mentre nelle strade c’è il dominio del Portoricano, ecco che questo tipo di bilinguismo fa nascere con molta spontaneità lo Spanglish.

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